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Juventus da incubo, sogna il Lione

Più che un sogno, come l’ha definita Sarri alla vigilia, la Champions per la Juventus, è un incubo

Era l’andata degli ottavi di finale di Champions League e tutti ci saremmo aspettati una prestazione decisamente diversa. Davanti c’era il Lione, sicuramente una delle avversarie più abbordabili sulla carta. Ma la domanda è: “Chi c’era davanti al Lione?”. Sicuramente è sembrato l’atteggiamento di una squadra supponente, forte del proprio status, che va ad affrontare la più noiosa e scocciante delle amichevoli agostane.

Qualcuno spieghi a Sarri, ai giocatori e magari alla Juventus tutta, che questo atteggiamento non possono permetterselo Real Madrid e Barcellona, due squadre che qualche “coppetta” l’hanno vinta, previa figura barbina. Figuriamoci la Juventus, che non vince questa “maledetta” Coppa dal 1996.

Primo tempo da “denuncia”

Il 1° tempo degli uomini di Sarri è stato uno dei più agghiaccianti visti dalle guerre puniche ai giorni nostri. Da Danilo ad Alex Sandro, passando per Pjanic, Rabiot, Bentancur, Cuadrado e finendo a Dybala, abbiamo assistito ad una prestazione terrificante per pochezza, lentezza e scarsità d’idee.

L’unico a salvarsi, e positivo come da ormai oltre un mese a questa parte, è stato Cristiano Ronaldo che ha cercato più volte di caricarsi i compagni sulle spalle. Il problema è che ormai non basta più nemmeno lui.

Non me ne voglia nessuno ma vedendo il 1° tempo di questa sera la sensazione è che praticamente tutti i giocatori bianconeri fossero afflitti da Coronavirus, eccezion fatta per CR7, e se non la si mette sul ridere, oltre alle notizie deprimenti sull’infezione dilagante di questi ultimi giorni, c’è da deprimersi pensando all’ennesima prestazione insufficiente della Juventus sarriana.

Ripresa in ripresa ma non basta

Non basta il 2° tempo in cui la Juve ha cercato di raddrizzarla caricando e costringendo il Lione nella sua metà campo per cancellare l’orrore di una prestazione europea che non ha scusanti. Non vale come attenuante nemmeno il rigore nettissimo negato al minuto 89′ a Dybala per azzerare un giudizio su un match che lascia amareggiati e delusi ben oltre il 2-0 che Madama subì al Wanda Metropolitano contro l’Atletico Madrid la passata stagione.

Siamo ormai a marzo e si può dire che il progetto tecnico della Juventus e di Maurizio Sarri sono un fallimento. Sicuramente sotto il profilo del gioco ma azzarderei anche un: “E non solo”.

Giù dalla torre, ma molto giù

Pjanic, che nei primi 2 mesi mi aveva smentito, è tornato abbondantemente a confermare il mio pensiero sulla sua crescita in quella posizione. Pjanic non può giocare in quella posizione. Lento, macchinoso e mai una verticalizzazione.

Danilo si sta confermando quel giocatore che negli ultimi tre anni ha fatto più panchina che campo.

Rabiot non ha ancora (lo farà mai?) fatto quel saluti di qualità definitivo per assicurare sostanza, esperienza e qualità appunto al centrocampo bianconero.

Alex Sandro s’è perso dopo la prima grandiosa stagione e nemmeno il cambio di allenatore è riuscito a rigenerarlo. Un fluidificante, brasiliano per giunta, che non arriva mai sul fondo per crossare, ma si limita a farlo dalla trequarti, può al massimo giocare a beach soccer con gli amici.

Da Allegri a Sarri

Qualcuno ha spinto per il cambio alla guida tecnica, qualcuno che era stufo del calcio speculativo di Allegri. Non parliamo dei mille mila tifosi che non vedevano l’ora che il mister di Livorno fosse sollevato dall’incarico. Ma va detto, senza paura di dire eresie, che un 1° tempo brutto come quello di stasera non raggiunge il livello più basso della prestazione più opaca offerta dalla Juventus di Allegri. E non regge l’alibi dei giocatori non consoni al gioco di Sarri.

Se con Allegri hai ribaltato il 2-0 di Madrid, per Sarri temo sarà impresa ben più ardua ribaltare l’1-0 di Lione. Perché se la squadra di Allegri non subiva quasi mai gol, quella attuale offre una garanzia ed una continuità in tal senso che devono far riflettere e preoccupare.

Il sogno resterà tale? Probabile. Di sicuro quello vissuto stasera è un incubo dei peggiori.

Pubblicato da Luca Gramellini

Scrivere è sempre stata una passione. Essere apprezzati dipende da noi stessi ma resta un privilegio. Ringrazio chiunque avrà provato a leggermi e la critica è una forma di crescita.

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